- 29
- nov
I formati dei sensori e fattore di moltiplicazione
I formati di sensore più comuni presenti sul mercato vengono tutti comparati con la dimensione detta Full Frame, le cui misure di riferimento sono 36×24mm. Facendo il rapporto del lato lungo sul lato corto si ottiene una frazione che esprime le proporzioni dell’immagine e ne caratterizza quindi il formato: nel caso del 35mm appena citato si ottiene: 36/24=1,5 cioè 3/2. L’immagine seguente mostra il formato dei più diffusi sensori rispetto al Full Frame di 35mm.

Lo scarto più grande lo si osserva proprio tra i sensori nei formati 4:3, APS e DX, adottati dalle reflex, rispetto a quelli in dotazione alle compatte. Di solito i sensori di piccole dimensioni sono equipaggiati con fotodiodi anch’essi piccoli e questa circostanza va a scapito della qualità e della definizione d’immagine. Per contro, sensori aventi dimensioni fisiche maggiori utilizzano fotodiodi grandi, a tutto vantaggio della definizione e della gamma colore.
Il fattore di moltiplicazione
Quando si decide di passare da una fotocamera compatta ad una reflex, a meno di comprare modelli con sensore Full Frame, si deve tenere in considerazione il rapporto di moltiplicazione da applicare alle lenti. Lo standard è sempre stato il formato 35mm e di conseguenza le ottiche erano studiate appositamente per esso. Con l’avvento dei sensori digitali, spesso più piccoli della pellicola, le ottiche non sfruttano tutto il campo visivo che potrebbero. Si ottiene così l’aumento apparente della lunghezza focale dell’obiettivo. In realtà la lunghezza focale rimane la stessa ma cambia la dimensione del campo di vista, come si può notare nell’immagine seguente:

Il rettangolo opaco rappresenta l’area coperta da un sensore APS-C rispetto quella full frame: la diagonale di quest’ultimo è più grande di circa 1,5 volte e, di conseguenza, l’abete ripreso con 400mm risulta ingrandito sul sensore APS, proprio come se fosse stato ripreso da un tele di 400×1,5=600mm. In realtà la lunghezza focale non cambia e l’obiettivo è esattamente lo stesso.
Questo aspetto positivo nasconde il cosiddetto retro della medaglia, infatti, diventa problematico procurarsi un grandangolo spinto. Chi si era affezionato alla focale da 20mm nella ripresa dei paesaggi si trova ora a disposizione un grandangolo equivalente di 30-40mm e per ottenere il risultato del pieno formato bisogna portarsi su ottiche come 12 o 14mm il cui costo è sensibilmente maggiore. La situazione si complica per ottenere ottiche equivalenti al 15mm: in questa condizione si dovrebbero utilizzare obiettivi con focale da 7mm.


La Gazzetta

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che interessante blog….verro a trovarti ancora
Buonanotte
ziaG