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Live View: cosa ci riserva il futuro?
E’ fuori discussione che il digitale abbia cambiato notevolmente il modo di intendere la fotografia. Ad oggi quasi il 99% delle macchine fotografiche acquistate nella fascia entry level sono digitali, spostandoci nel mondo delle reflex questa percentuale arriva fino al 95%… I produttori ormai aggiornano i corpi machina reflex di fascia bassa una volta ogni anno, due al massimo, e i corpi di fascia alta ogni 3 anni, una corsa alle nuove chicche tecnologiche. Forse avrete sentito parlare del Live View, quella furbata che permette di utilizzare gli ormai sempre più grandi display LCD delle nostre reflex per vedere la scena inquadrata, un po’ come succede con le digitali compatte, permettendoci di fare anche uno zoom ed arrivare al formato 1:1 per farci vedere come sarà la foto che stiamo scattando.
Reflex: si chiamano così per via della struttura che compone il meccanismo di scatto, composto appunto da uno specchio che si alza per lasciare che la luce impressioni la pellicola o il sensore. Quando lo specchio è abbassato l’immagine viene riflessa attraverso altri specchi o prismi fino al mirino e fino ai sistemi di misurazione dell’esposizione e della messa a fuoco. La particolare velocità di messa a fuoco di una reflex rispetto a una compatta dipende anche da questo.
Il Live View oggi è una tecnologia ancora giovane, le case costruttrici cercano di migliorarla per poterla utilizzare come uno specchio per le allodole ed attirare nuovi acquirenti, la mia paura è che questo possa portare alla rimozione del meccanismo che comprende lo specchio, poichè la luce dovrà arrivare direttamente sul sensore per permetterne la visualizzazione sullo schermo LCD. Questo segmento ad oggi era coperto dalle macchinie chiamate Bridge, cioè a metà tra compatte e reflex.
Mi viene da pensare che questo sia anche un modo per attrarre i possessori di compatte verso il mondo reflex, magari qualcuno abituato da sempre a vedere l’inquadratura in uno schermo LCD potrebbe pensare che una macchina che non è in grado di farlo non valga poi tutti i soldi che costa, tornare a guardare nel mirino non è di moda forse?


La Gazzetta
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La tua preoccupazione è legittima, anche se personalmente credo (e spero) che non verrà mai escluso questo meccanismo. Piuttosto mi sono sempre chiesto quanto possono influire le vibrazioni dovute al meccanismo di spostamento dello specchio sulla nitidezza delle immagini… ne sai qualcosa? ciao!
Ciao Davide, grazie per essere ripassato da queste parti

sulle reflex le vibrazioni dello specchio sono coomunque minime e nella maggior parte dei casi non comportano problemi di foto mosse in fase di scatto, ma in alcune situazioni particolari, con tempi di posa lunghi, è possibile utilizzare una funzione chiamata ‘Blocco dello specchio’, attivabile solitamente nel menu delle funzioni avanzate: non ti resta che mettere a fuoco come sempre, premendo a metà il pulsante di scatto. La prima volta che premerai il pulsante fino in fondo la macchinetta alzerà lo specchio, non aprendo però l’otturatore, dovrai premere nuovamente il pulsante per lasciar passare la luce ed impressionare il sensore… tutto questo accompagnato al cavalletto e allo scatto remoto ti permette di annullare le vibrazioni al 100%, e per quanto ho avuto modo di apprendere è utilizzato soprattutto nelle fotografie macro, nelle foto di tutti i giorni o in cui è indispensabile la velocità di esecuzione, magari per catturare un momento particolare, la funzione diventa inutile se non deleteria
spero di esserti stato utile, a presto
simone
spiegazione chiara ed esauriente, grazie!
Spero che il live view (versione panasonic con schermo orientabile) si diffonda anche su tutte le Reflex mantenendo anche la possibiità di utilizzare il mirino. Con il mirino si ha la possibilità di comporre l’immagine in maniera più precisa. Ma inquadrare attraverso il display (magari orientato in maniera opportuna) da una flessibiità ineguagliabile. in certi casi è come avere una pellicola 2 o 3 volte più sensibile….. Appoggio la macchina ad un muro magari con display ed obbiettivo che puntano nella stessa direzione. In questo modo senza cavalletto e senza flash sono riuscito a far foto che altrimenti sarebbero state impossibili. Cattedrale moschea di Cordoba, macchina appogiata al muro obbiettivo che punta dietro alle mie spalle, display ruotato di 180 ° che gurada nella stessa direzione dell’obbiettivo (io vedevo sia display che obiettivo), tempo di scatto di 1/4 di secondo con autoscatto (il movimento del dito avrebbe generato un mosso anche se appoggiato) ma tutto senza cavalletto (nei tour bisogna viaggire leggeri……) con la reflex calssica non sarebbe stato possibile, con questa o potuto evitare di tirare la sensibilità ottenendo pure poco “Rumore”.