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	<title>gerablog &#187; Editoriale</title>
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	<description>considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza</description>
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		<title>Foto subacque con le custodie Dicapac</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[subacquea]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Di ritorno dalle ferie di questa caldissima estate voglio raccontarvi la mia esperienza con le custodie per fotografia subacque della Dicapac.

Pochi giorni prima di partire, mentre mi organizzavo con obiettivi e memory card, decido di portare in vacnza anche la vecchia Nikon Coolpix 4600 cone macchinetta da spiaggia, vero antiquariato delle compatte digitali, ma ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di ritorno dalle ferie di questa caldissima estate voglio raccontarvi la mia esperienza con le <strong>custodie per fotografia subacque</strong> della Dicapac.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-394" title="dicapac-410" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/dicapac-410.jpg" alt="dicapac-410" width="370" height="305" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pochi giorni prima di partire, mentre mi organizzavo con obiettivi e memory card, decido di portare in vacnza anche la vecchia <strong>Nikon Coolpix 4600</strong> cone macchinetta da spiaggia, vero antiquariato delle compatte digitali, ma ancora funzionante. Girando sull&#8217;immancabile e-bay vedo che vendono alcune custodie in plastica adattabili a diverse macchine compatte, e visto il costo relativamente basso (35 euro spedita) decido di provarla, almeno se non fosse stata perfettamente stagna ci avrei rimesso &#8217;solo&#8217; la Cooplix e non la Reflex&#8230;<br />
Inoltre in un futuro non troppo lontano <strong>potrei sostituire la Nikon</strong> con un altra compatta e magari riutilizzare la custodia! (per la mia ho preso il modello <strong>Dicapac WP-410</strong>)</p>
<p>Ma passiamo alla <strong>prova sul campo</strong>, con qualche scatto fatto al mare in Toscana.<span id="more-393"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="window.open('http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_1.jpg','','dependent=yes,width=640,height=485,left='+(screen.availWidth/2-320)+',top='+(screen.availHeight/2-242.5)+'');return false;" href="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_1.jpg"><img class="size-full wp-image-397  aligncenter" title="Custodia Dicapac WP-410 - Toscana 2009" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_1.jpg" alt="coolpix_dicapac_toscana_1" width="499" height="377" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La custodia è <strong>di buona qualità</strong>, in una settimana di utilizzo non ho notato la minima infiltrazione d&#8217;acqua, e non l&#8217;ho certo trattata con i guanti. L&#8217;unica accortezza è quella di evitare che entri acqua o sabbia nel momento in cui andiamo a mettere la macchinetta fotografica nella custodia Dicapac, io per evitare ogni problema me <strong>la preparavo la mattina</strong> e la tenevo dentro per tutto il giorno, del resto con la lente in policarbonato anti UV davanti all&#8217;obiettivo anche le foto fuori dall&#8217;acqua vengono bene, e il policarbonato è il motivo per cui ho scelto <strong>Dicapac WP-410</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="window.open('http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_2.jpg','','dependent=yes,width=640,height=485,left='+(screen.availWidth/2-320)+',top='+(screen.availHeight/2-242.5)+'');return false;" href="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_1.jpg"><img class="size-full wp-image-398 aligncenter" title="Custodia Dicapac WP-410 - Toscana 2009 2" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_2.jpg" alt="coolpix_dicapac_toscana_2" width="499" height="377" /></a></p>
<p>Le foto che vedete qui sopra <strong>le ho scattate io</strong> all&#8217;Isola d&#8217;Elba, ho solo effettuato la regolazione automatica dei livelli con Photoshop per rimuovere la doimante verde tipica delle foto in mare, per il resto contrasto e luminosità sono quelli <strong>originali</strong>. Tenete conto che sono comunque foto scattate con una Coolpix 4600, macchina di qualche anno fa e non certo al top.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="window.open('http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_3.jpg','','dependent=yes,width=640,height=485,left='+(screen.availWidth/2-320)+',top='+(screen.availHeight/2-242.5)+'');return false;" href="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_3.jpg"><img class="size-full wp-image-399 aligncenter" title="Custodia Dicapac WP-410 - Toscana 2009 3" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/coolpix_dicapac_toscana_3.jpg" alt="coolpix_dicapac_toscana_3" width="499" height="377" /></a></p>
<p>Sono rimasto <strong>molto impressionato dalla qualità</strong> delle foto che si possono ottenere con una semplice macchina fotografica e una custodia Dicapac, con una spesa di poche decine di euro è possibile avvicinarci ad un nuovo tipo di fotografia, sperimentare <strong>nuovi giochi di luce</strong> e portare a casa un ricordo particolare della nostra vacanza.</p>
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		<title>Kodak dopo 74 anni manda in pensione il rullino</title>
		<link>http://gerasimone.altervista.org/2009/kodak-dopo-74-anni-manda-in-pensione-il-rullino/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 07:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[kodak]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è di quelle che commuove: dopo 74 anni dalla presentazione Kodak manda in pensione la pellicola Kodachrome, ovvero la più diffusa pellicola a colori per il mercato consumer. Si chiude un era, purtroppo il progresso tecnologico è anche questo.
Lo sviluppo di Kodak inizia nel 1935, avviando quel processo che avrebbe portato le famiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è di quelle che commuove: <strong>dopo 74 anni</strong> dalla presentazione Kodak manda in pensione la pellicola <strong>Kodachrome</strong>, ovvero la più diffusa pellicola a colori per il mercato consumer. Si chiude un era, purtroppo il progresso tecnologico è anche questo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-386" title="kodachrome-324" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/kodachrome-324.jpg" alt="kodachrome-324" width="230" height="163" />Lo sviluppo di Kodak inizia nel 1935, avviando quel processo che avrebbe portato le famiglie di mezzo mondo non solo a scattare le fotografie, ma anche a girare i loro filmini in super8. E per anni la kodachrome era stata utilizzata in <strong>molti film dell&#8217;industria cinematografica</strong> mondiale, da Hollywood a Cinecittà.</p>
<p>Quella pellicola aveva la capacità sia di catturare i colori rendendone al meglio la cromaticità, sia di conservarli nel tempo. Fu usata da fotografi professionisti e da dilettanti allo sbaraglio, da registi di fama e da turisti.</p>
<p>Oggi la fotografia digitale, con i suoi tempi rapidi, non lascia spazio alle pellicole, e la Kodak ha dichiarato che il fatturato iin quest&#8217;ambito è sceso ai minimi da diversi anni, arrivando a rappresentare l&#8217;1% del gruppo, ecco quindi il motivo del pensionamento.</p>
<p>Come è giusto che sia, <strong>gli ultimi esemplari</strong> prodotti <strong>saranno esposti</strong> e conservati al <span id="intelliTxt">George Eastman House International Museum of Photography and Film.<br />
</span>Per salutare la grande storia di questa pellicola, Kodak ha creato una galleria di immagini famose, inclusa la ragazza afgana e altre foto di <strong>McCurry</strong>, così come altre immagini dei fotografi professionisti <strong>Eric Meola and Peter Guttman</strong>, il tutto disponibile su un apposito <a onclick="window.location ='/includes2007/frameSole.html?http://www.kodak.com/go/Kodachrometribute';return false" href="http://www.kodak.com/go/Kodachrometribute" target="_blank">sito</a></p>
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		<title>Terremoto in Abruzzo, sosteniamo la CRI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[CROCE ROSSA ITALIANA
Comitato Centrale
Via Toscana, 12 &#8211; 00187 ROMA


Roma, 07-04-2009
Gentile Gerardiello
per conto dell’Associazione che presiedo, vorrei ringraziarla per la Sua generosa offerta. Il Suo impegno a sostenere le nostre attività è sinceramente apprezzato.
Ogni anno la Croce Rossa Italiana continua a profondere il suo impegno nell’assistenza alla Persona, nel promozione della cultura dell’inclusione sociale e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: georgia; font-size: 13px; text-align: justify;"><em><span style="color: #808080;"><strong><img class="alignleft" title="cri" src="http://www.cricinisellobalsamo.it/Images/LogoCroceRossa.jpg" alt="" width="120" height="120" />CROCE ROSSA ITALIANA</strong></p>
<p>Comitato Centrale<br />
Via Toscana, 12 &#8211; 00187 ROMA</p>
<p></span><br />
</em><br />
<span style="color: #808080;"><em>Roma, 07-04-2009</em></p>
<p><em>Gentile Gerardiello</em></p>
<p><em>per conto dell’Associazione che presiedo, vorrei ringraziarla per la Sua generosa offerta. Il Suo impegno a sostenere le nostre attività è sinceramente apprezzato.</em></p>
<p><em>Ogni anno la Croce Rossa Italiana continua a profondere il suo impegno nell’assistenza alla Persona, nel promozione della cultura dell’inclusione sociale e al potenziamento del servizio socio-sanitario. Attraverso i nostri progetti abbiamo visto migliorare la qualità di vita di molte persone.</em></p>
<p><em>L&#8217;obiettivo futuro è quello di continuare ad implementare le azioni che i 150.000 volontari svolgono costantemente sul territorio nazionale ed internazionale.</em></p>
<p><em>La ringraziamo ancora per il Suo splendido supporto ai nostri sforzi.</em></p>
<p><em></em></p>
<p></span></p>
<div style="text-align: right;"><span style="color: #808080;"><em>Con i migliori auguri,<br />
</em><em>Il Commissario Straordinario<br />
Avv. Francesco Rocca</em></span></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"><span style="color: #000000;">Cosa state aspettando? Per effettuare anche voi una donazione alla CRI per supportarli nell&#8217;assistenza agli sfollati del sisma <strong><a href="http://www.cri.it/donazioni/" target="_blank">cliccate qui</a></strong>, un aiuto, anche se piccolo, sarà il benvenuto.</span></span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"><span style="color: #000000;"><em>Grazie</em><br />
</span></span></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ecco la legge salva-blog</title>
		<link>http://gerasimone.altervista.org/2008/ecco-la-legge-salva-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova versione della proposta di legge salva-blog è il frutto del dibattito online favorito dall'onorevole Roberto Cassinelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="intelliTxt">Roberto Cassinelli, Deputato del PdL, ha avuto il coraggio di mantenere una promessa: correggere con l&#8217;aiuto della comunità online la sua proposta di legge salva-blog. A distanza di poco più di una settimana dal suo annuncio, ecco quindi la cosiddetta <a href="http://www.robertocassinelli.it/pdl%20blog%20v.%202.pdf" target="_blank"><strong>proposta 2.0</strong></a> per l&#8217;editoria online. </span><span id="more-244"></span></p>
<p><span id="intelliTxt"></p>
<p align="justify"><strong>Ben definite, in questa edizione, le caratteristiche che deve avere un prodotto editoriale online per procedere con la registrazione presso un Tribunale</strong> e sottostare all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Legge sull&#8217;editoria). L&#8217;obbligo riguarderà solo ed esclusivamente le versioni online delle testate cartacee, le testate i cui editori si avvalgono dei contributi pubblici e i notiziari online con redazioni professionali (minimo due redattori regolarmente retribuiti) e reddito annuo non inferiore a 36 mila.</p>
<p align="justify"><strong>I blog, a prescindere dalla raccolta pubblicitaria, saranno esclusi da ogni vincolo</strong>. Insomma, totale libertà di pubblicazione ed espressione – anche per i giornalisti inscritti all&#8217;Ordine.</p>
<p align="justify">Interessante, inoltre, la scelta di inserire <strong>due nuove norme che di fatto cancellano il reato di stampa clandestina e il reato penale per la mancata registrazione</strong> – che comunque verrà sanzionata con 500 euro di ammenda.</p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16252" target="_blank">fonte</a></em></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>geraBlog consigliato da altervista.org</title>
		<link>http://gerasimone.altervista.org/2008/gerablog-consigliato-da-altervistaorg/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 14:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[altervista]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avrete avuto modo di notare gerablog™  è ospitato in una community di siti web, altervista. Quando decisi di aprire questo blog non ero certo del suo successo e non avevo voglia di prendere un dominio, così mi affidai a loro.
Oggi, a un anno di distanza dal primo articolo scritto, è per me un grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-241 alignleft" title="gerablog_home_altervista" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/gerablog_home_altervista.jpg" alt="" width="374" height="185" />Come avrete avuto modo di notare <strong>gerablog</strong>™  è ospitato in una community di siti web, <a rel="nofollow" href="http://it.altervista.org">altervista</a>. Quando decisi di aprire questo blog non ero certo del suo successo e non avevo voglia di prendere un dominio, così mi affidai a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, a un anno di distanza dal primo articolo scritto, è per me un grande piacere vedere che il mio blog  è tra quelli <strong>consigliati da altervista</strong> nella loro homepage (<a title="Pagina altervista" onclick="window.open('http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/altervista_page.gif','home altervista','resizable=yes,width=600,height=600,left='+(screen.availWidth/2-300)+',top='+(screen.availHeight/2-300)+'');return false;" href="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/altervista_page.gif">link ad immagine</a>)!</p>
<p>Li ringrazio pubblicamente per il riconoscimento, e mi auguro che questo blog continui sulla buona strada <img src='http://gerasimone.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Una foto al giorno, racconto di una vita e di una morte</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una foto al giorno, dal 31 marzo 1979 al 25 ottobre 1997.
Non un nome, non un numero di telefono né altre indicazioni per risalire all&#8217;autore di quelle misteriose polaroid, solo un sito internet con tanti, tantissimi pezzi di vita buttati lì, a caso.
Foto di amici, scene di quotidianità, persino una lettera di riconoscimento dall&#8217;American Film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-166 alignleft" style="float: left;" title="polaroid_fotoracconto_vita" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/polaroid_fotoracconto_vita.jpg" alt="" width="250" height="250" /><strong>Una foto al giorno</strong>, dal 31 marzo 1979 al 25 ottobre 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">Non un nome, non un numero di telefono né altre indicazioni per risalire all&#8217;autore di quelle misteriose polaroid, solo un sito internet con tanti, tantissimi pezzi di vita buttati lì, a caso.<br />
Foto di amici, scene di quotidianità, persino una lettera di riconoscimento dall&#8217;American Film Festival, nel 1980. Piano piano, grazie a questo e ad altri indizi, comincia a delinearsi il profilo di una vita che gioca al conto alla rovescia con se stessa.<span id="more-165"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che ha fatto tutte quelle foto poi finite su Internet è appassionato di cinema, musica e fotografia ed è lui stesso a fare gli scatti. E&#8217; un amante dei Mets, ha amici che suonano la batteria e la fisarmonica, probabilmente lui stesso è un musicista. Ma sopratutto, quest&#8217;uomo sta per morire. E le foto, quasi una al giorno, alcune più accattivanti, altre meno, sono i giorni che gli restano. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcuni più allegri. Altri bui. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli piaceva Frank Zappa, e con macabro retrogusto, nel 1993, fotografa anche l&#8217;ultima copertina del genio della chitarra elettrica. Un omaggio a chi, come lui, ha immortalato se stesso con immagini e note musicali, senza ipocrisie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/polaroid_fotoracconto_vita_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-167 alignright" style="float: right;" title="polaroid_fotoracconto_vita_2" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/polaroid_fotoracconto_vita_2.jpg" alt="" width="255" height="255" /></a><strong>I tratti della storia si definiscono mano a mano</strong>, sfogliando le pagine del blog, che come un buco nero conduce il visitatore sempre più giù, basta far scorrere il mouse ed è possibile addentrarsi nella vita di una persona. La pelle sempre più consumata, una brutta cicatrice che testimonia un&#8217;operazione al cervello, i segni della chemioterapia.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, tutte quelle foto scattate ad amici, scene da un matrimonio: <strong>che bisogno c&#8217;è di immortalare tutto questo, se non quello di fermare il tempo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Internet, realtà virtuale ormai già mondo parallelo, ha regalato a quest&#8217;uomo di trent&#8217;anni dalla pelle scura e sorriso solare <strong>l&#8217;opportunità di rimanere vivo</strong>, a modo suo. I primi anni &#8216;90 sembrano essere stati felici per lui: tante foto in compagnia, meno oggetti immortalati e più persone.<br />
Poi, nel 1997, comincia il calvario.<br />
Una immagine lo ritrae sdraiato sul letto di un ospedale.<br />
Non sorride più, fissa l&#8217;obiettivo con il volto incorniciato da bende e tubicini.<br />
Eppure non si sottrae all&#8217;inquadratura.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto che ritrae la cicatrice è del 4 maggio 1997: una foto impietosa e drammatica, velata di viola, trenta punti simili a quelli di una spillatrice fissati nella pelle, tra ciuffi di capelli corvini. Il 2 giugno decide di regalarsi un autoritratto, poco importa se la pelle è butterata e i capelli cominciano a cadere per effetto della chemio.</p>
<p style="text-align: justify;">Cadranno del tutto tra agosto e settembre, ma il nostro <strong>non perde il senso dell&#8217;umorismo</strong> e si autoscatta mentre fa finta di pettinarsi con una spazzola da donna.<br />
5 Ottobre 1997. Questa è forse la foto più importante, l&#8217;unica che non lascia spazio a commenti, perché <strong>di fronte a un anello di fidanzamento regalato a pochi mesi dalla morte</strong> <strong>c&#8217;è poco da aggiungere</strong>. Lei è una ragazza mora, bella, e il giorno della cerimonia, 48 ore dopo, lo guarda con uno sguardo carico di amore e pensieri impronunciabili. Lui ha un cappellino in testa, sembra sereno, non guarda lei ma verso l&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse cerca Dio, forse semplicemente in Dio non ci crede, questo sul sito non è specificato. Ciò che invece è descritto con chiarezza è il dramma che prosegue tra le pareti dell&#8217;ospedale; il 24 ottobre ecco la foto di un amico che suona la chitarra per lui, di nuovo ricoverato e costretto a letto. Il giorno dopo il protagonista di questo straordinario foto-film muore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jamie Livingston</strong>, questo il suo nome, è stato identificato da un blogger curioso, <a href="http://www.mentalfloss.com/blogs/archives/15131" target="_blank">Chris Higgins</a>, che ha seguito la sua storia come fosse uno strano telefilm.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, da Livingston stesso battezzato &#8220;<strong>Photo of the Day</strong>&#8220;, è stato coltivato con delicatezza e lucidità per tutto il periodo della malattia. Jamie è morto a 41 anni, il 25 ottobre 1997. Dopo la sua scomparsa, gli amici Hugh Crawford e Betsy Reid hanno messo in mostra le sue foto al Bertelsmann Campus Center del Bard College, con il titolo &#8220;<strong><em>Livingston. Photo of the Day: 1979-1997, 6,697 Polaroids, dated in sequence</em></strong>&#8220;. E&#8217; proprio al Bertelsmann Campus che Jamie ha cominciato la sua carriera di fotografo ed è qui che, otto anni dopo, l&#8217;ha conclusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un circolo perfetto di vita, morte, amore e immagini, sigillato dalla consapevolezza che <strong>niente, quando c&#8217;è passione, è destinato a morire</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://onlytheblogknowsbrooklyn.typepad.com/only_the_blog_knows_brook/jamie_livingston/index.html" target="_blank">Link alle foto di Jamie Livingston</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jamie_Livingston" target="_blank">Jamie Livingston su Wikipedia</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Repubblica.it</em></p>
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		<title>Wall-E: la nuova sfida di Pixar (Trailer)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 10:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>
		<category><![CDATA[wall-e]]></category>

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Come ormai è diventata tradizione dei film Pixar, subito prima che cominci la proiezione del film nella sala, viene mostrato il trailer del futuro film Pixar (il trailer di Ratatouille si è visto prima di Cars; il trailer di Cars prima de Gli Incredibili; quello de Gli Incredibili prima di Alla ricerca di Nemo; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/04/pixar-walle.jpg" alt="wall-e" /></p>
<p>Come ormai è diventata tradizione dei film Pixar, subito prima che cominci la proiezione del film nella sala, viene mostrato il trailer del futuro film Pixar (il trailer di Ratatouille si è visto prima di Cars; il trailer di Cars prima de Gli Incredibili; quello de Gli Incredibili prima di Alla ricerca di Nemo; e così via). Questa tattica permette per ogni lancio di un nuovo film l&#8217;immediata pubblicità (prima nei cinema, poi in internet) del film successivo, probabilmente per garantirsi un pubblico costante. Ecco allora che appena prima dell&#8217;inizio del film Ratatouille viene mostrato il trailer del nuovo film Pixar, Wall-E appunto.</p>
<p><span id="more-115"></span><strong>La scommesa:</strong><br />
Il film può essere diviso in tre parti. La prima, che occupa la prima mezz&#8217;ora del film, sarà composta solo dai suoni emessi dal robot. Ogni dialogo &#8220;umano&#8221; è lasciato a filmati trasmessi in televisori, che (come fossero dei flash-back) mostrano cosa sia accaduto in passato al nostro pianeta. Sotto molteplici punti di vista Wall-E si appresta a diventare la più grande scommessa in campo dell&#8217;animazione digitale: un film che per la prima mezz&#8217;ora è praticamente privo di dialoghi deve avere come contrappeso una sceneggiatura ottima e incalzante.</p>
<p><a title="Guarda il trailer in italiano" href="javascript:window.open('http://www.repubblica.it/trovacinema/pop_multimedia.jsp?tc=F&amp;idc=335144&amp;idm=343484','trovacinema','width=580,height=480,scrollbars=yes,resizable=yes');void(0);">Clicca qui per vedere il trailer in italiano</a></p>
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		<title>Nuova veste grafica in arrivo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 19:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[temi]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi anticipo con uno screenshot quella che sarà la nuova veste grafica del blog, che sarà aggiornato nei prossimi giorni: grafica a 3 colonne e tema unico&#8230; stay tuned!


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi anticipo con uno screenshot quella che sarà la nuova veste grafica del blog, che sarà aggiornato nei prossimi giorni: grafica a 3 colonne e tema unico&#8230; stay tuned!</p>
<p style="text-align: center"><img class="imageframe imgaligncenter" src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2008/02/gerablogv2.jpg" alt="gerablog v2" width="480" height="332" /></p>
<p style="text-align: center">
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		<title>Un piccolo augurio&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 17:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo periodo di tram-tram e di corsa all&#8217;ultimo regalo spero troviate il tempo di leggere questo mio augurio di un felice Natale per voi e per i vostri cari.
 
Simone Gerardiello 2007
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo di tram-tram e di corsa all&#8217;ultimo regalo spero troviate il tempo di leggere questo mio augurio di un felice Natale per voi e per i vostri cari.</p>
<p style="text-align: center"> <img src="http://gerasimone.altervista.org/wp-content/uploads/2007/12/natale.jpg" alt="natale.jpg" class="imageframe imgaligncenter" height="356" width="494" /></p>
<p style="text-align: center" align="right">Simone Gerardiello 2007</p>
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		<title>Live View: cosa ci riserva il futuro?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 11:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerasimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[live view]]></category>
		<category><![CDATA[reflex]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; fuori discussione che il digitale abbia cambiato notevolmente il modo di intendere la fotografia. Ad oggi quasi il 99% delle macchine fotografiche acquistate  nella fascia entry level sono digitali, spostandoci nel mondo delle reflex questa percentuale arriva fino al 95%&#8230; I produttori ormai aggiornano i corpi machina reflex di fascia bassa una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; fuori discussione che il digitale abbia cambiato notevolmente il modo di intendere la fotografia. Ad oggi quasi il 99% delle macchine fotografiche acquistate  nella fascia entry level sono digitali, spostandoci nel mondo delle reflex questa percentuale arriva fino al 95%&#8230; I produttori ormai aggiornano i corpi machina reflex di fascia bassa una volta ogni anno, due al massimo, e i corpi di fascia alta ogni 3 anni, una corsa alle nuove chicche tecnologiche. Forse avrete sentito parlare del Live View<span id="more-49"></span>, quella furbata che permette di utilizzare gli ormai sempre più grandi display LCD delle nostre reflex per vedere la scena inquadrata, un po&#8217; come succede con le digitali compatte, permettendoci di fare anche uno zoom ed arrivare al formato 1:1 per farci vedere come sarà la foto che stiamo scattando.</p>
<p><em>Reflex: </em>si chiamano così per via della struttura che compone il meccanismo di scatto, composto appunto da uno specchio che si alza per lasciare che la luce impressioni la pellicola o il sensore. Quando lo specchio è abbassato l&#8217;immagine viene riflessa attraverso altri specchi o prismi fino al mirino e fino ai sistemi di misurazione dell&#8217;esposizione e della messa a fuoco. La particolare velocità di messa a fuoco di una reflex rispetto a una compatta dipende anche da questo.</p>
<p>Il Live View oggi è una tecnologia ancora giovane, le case costruttrici cercano di migliorarla per poterla utilizzare come uno specchio per le allodole ed attirare nuovi acquirenti, la mia paura è che questo possa portare alla rimozione del meccanismo che comprende lo specchio, poichè la luce dovrà arrivare direttamente sul sensore per permetterne la visualizzazione sullo schermo LCD. Questo segmento ad oggi era coperto dalle macchinie chiamate Bridge, cioè a metà tra compatte e reflex.</p>
<p>Mi viene da pensare che questo sia anche un modo per attrarre i possessori di compatte verso il mondo reflex, magari qualcuno abituato da sempre a vedere l&#8217;inquadratura in uno schermo LCD potrebbe pensare che una macchina che non è in grado di farlo non valga poi tutti i soldi che costa, tornare a guardare nel mirino non è di moda forse?</p>
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